sabato, settembre 13, 2008

Vent'anni

Io quando avevo vent'anni gli Zen Circus non li conoscevo. Ma quando avevo vent'anni non conoscevo neanche le due persone a cui tengo di più oggi. Questo per dire che non sempre la vita a vent'anni è più bella che a trenta. Anzi. Chi lo sostiene non ha vissuto i miei di vent'anni. Oppure i suoi trenta fanno schifo a causa di una scopata per caso ed un anello al dito.

In ogni caso, ieri ho visto gli Zen Circus, e nello stesso giorno le due persone in questione mi hanno fatto sentire importante. Questo per dire che ci sono giorni in cui tutto va per il verso giusto, e nonostante tutto andare a dormire con lo stesso senso di vuoto che non provavo da quando avevo, appunto, vent'anni.

Il concerto di ieri sera è stato in occasione l'ultimo "evento" dell'estate barese, già cominciano a venire fuori i primi concerti autunnali e sono davvero curioso di vedere come si svilupperà il programma musicale barese dopo un'estate decisamente soddisfacente, che ha avuto probabilmente il suo apice nel concerto a Polignano di Paolo Benvegnù. Sarebbe bello ad esempio che cominciassero ad arrivare anche artisti stranieri, non solo in occasione di Time Zone.

Dopo l'autunno arriverà l'inverno, e con esso l'inizio di una campagna elettorale che si annuncia disastrosa e triste, e che probabilmente vedrà riconsegnare la città ad uno dei personaggi più sordidi e indegni che io riesca ad immaginare. Il che, dato il "sentiment" del paese, non sarebbe poi così strano, ma fa doppiamente rabbia perchè qui ad essere sconfitta non sarà una sinistra impresentabile come alle politiche, ma un sindaco che tanto è riuscito ad ottenere per questa città. In ogni caso spero di riuscire a contribuire, anche in minima parte, ad una campagna elettorale che sento come fondamentale per il futuro. Se perdiamo anche la Puglia non c'è davvero più speranza. E vorrà dire che ci meritiamo gente come Fitto che ha la faccia di dichiarare pubblicamente cose come "Berlusconi è un grande uomo di stato, ha anche portato la pioggia a Bari". E senza alcun sorriso ironico sul volto. Lo ha detto con la sua solita faccia da saputello del cazzo.

Per concludere lunedì parto per Milano per un colloquio. E mercoledì per Galway alla ricerca della felicità. Io quando avevo vent'anni partivo per Leicester. Alla ricerca fondamentalmente della stessa cosa.


giovedì, settembre 11, 2008

Giuro di non averlo fatto apposta


Believe it or not...
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martedì, settembre 09, 2008

Da Paul McCartney ho imparato a cantare, da Ray Charles ad emozionare, da Dylan a dire quello che mi pare e dal poeta ad alleviar l'umanità

Lucio Battisti è stato il più grande. Il più grande di tutti. Oggi, a 10 anni dalla scomparsa, sui principali media nazionali lo si ricorda ancora per quelle sue prime melodie un po' ingenue e naif. Per Balla Linda, Dieci Ragazze, Acqua Azzurra Acqua Chiara. Si parla di lui come un autore di canzoni semplici e immediate. Cosa che Battisti fu, ma per un limitatissimo periodo della sua carriera, gli esordi dal 1966 al 1970.
Perchè poi diventò sopratutto autore di dischi immensi, complessi e stratificati, dal suono indissolubilmente rock. Il terzetto Umanamente Uomo: Il sogno, Il nostro canto libero e Il nostro caro angelo sono dischi che ascoltati oggi suonano quasi "indie". Breve e passeggero fu l'unico periodo di appannamento di Battisti, dal '76 all' 82, con dischi decisamente poco riusciti (un paio, Io tu noi tutti '77 ed Eh già '82, addirittura brutti), a cui seguì una nuova e ricchissima fase creativa, con i 5 dischi bianchi: Don Giovanni, L'Apparenza, La sposa occidentale, CSAR ed Hegel.
Ancora oggi, quando sento parlare di Battisti come semplice autore di canzoni penso che quello sia il torto più grande che gli si possa fare. E invece l'invito che vi faccio è quello di ascoltare per intero uno qualunque dei dischi citati in questo post, per capire quella che fu la grande coerenza e ricerca musicale del più grande: Lucio Battisti.





sabato, settembre 06, 2008

Illuminazioni

Io non desidero abbastanza fortemente. E' questo il mio principale ostacolo alla felicità.

mercoledì, settembre 03, 2008

Simmetrie

Ho sempre adorato le simmetrie, le coincidenze, gli incroci di eventi.
Ma questo frammento di homepage del corriere è semplicemente splendido, neanche se l'avessero fatto volontariamente sarebbero riusciti a creare un tale capolavoro.

martedì, settembre 02, 2008