domenica, luglio 22, 2007

Time is never time at all / 2

A few months ago, Nicola had been talking to him as they
walked from a party at Sighthill to one at Wester Hailes.
They had been having a good crack, becoming detached from the
rest of the group. She had been very responsive, and Spud had
chatted freely, high on speed. In fact, she seemed to be
hanging on his every word. Spud wanted to never get to that
party, wishing that they could just go on walking and talking.
They went down into the underpass and Spud thought that he
should try to put his arm around Nicola. Then a passage from
a Smiths' song, one he'd always liked called: 'There Is A
Light That Never Goes Out', came into his head:

and in the darkened underpass
I thought Oh God my chance has come at last
but then a strange fear gripped me
and i just couldn't ask

Morrissey's sad voice summed up his feelings. He didn't put
his arm around Nicola, and his attempts to chat her up were
half- arsed after that. Instead, he jacked up in a bedroom
with Rents and Matty, enjoying blissful freedom from the
anxiety of wondering whether or not he'd get off with her.

(Da Trainspotting)

Time is never time at all / 1

Qui

mercoledì, luglio 18, 2007

Le coccole postcoitali

Probabilmente erano quelle che si stava facendo il mio vicino di casa ieri notte all'una quando, una volta terminato di vedersi il film porno a tutto volume, ha messo su un simil-gigidalessio (E fosse la prima volta)

martedì, luglio 17, 2007

Ammettiamolo...

L'unico motivo per cui uno può ascoltare i Perturbazione è che ha una cotta pazzesca







(E la classifica tiene conto solo dell'ufficio, a casa gli ascolti sono molto più frequenti...ma non avendo internet non ci sono prove :))

Perturbazione - Portami Via Di Qui, Sto Male

domenica, luglio 15, 2007

Dopo sei mesi che sono tornato a Bari oramai riconosco i volti fissi presenti ai concerti, di alcuni pur senza averci mai parlato conosco anche pezzi di storie personali raccolti nei momenti di attesa. Giovedì l'occasione era il concerto degli A Toys Orchestra, band di Salerno di cui avevo già adorato il precedente Cuckoo Boohoo, e che avevo visto in concerto quando avevano aperto per i Baustelle un paio di anni fa a Bari. Allora l'impressione fu ottima, le canzoni erano decisamente interessanti e la band riuscì a reggere il confronto con i più esperti compagni di palco. Stavolta i protagonisti erano loro, la band è cresciuta, "Techicolors Dreams" è un disco sicuramente più maturo e difficile del precedente, questi ragazzi vivono un esaltante momento in cui praticamente tutta la critica parla bene del loro lavoro. Non ricordo nel dettaglio la scaletta del concerto, ma di aver pensato che Queen of the borderline è una canzone che merita gloria eterna si. E poco importa se il dio della musica ultimamente ce l'ha con me e decide di interrompere bruscamente il concerto per via di un blackout, è stato un ottimo antipasto in vista del bis a Giovinazzo, e in ogni caso visioni di questo calibro sono sempre benvenute sui palchi dell'indie italico

sabato, luglio 14, 2007

Tre bonus track a spasso e a zonzo (per non parlar di Gossamer)

In Billy Corgan, e nei Pumpkins, io continuo a nutrire una fiducia incondizionata. Nonostante gli ultimi anni siano stati contraddistinti da continue delusioni, sin dall'annuncio del 2005 della reunion ero esaltato dalla possibilità che i Pumpkins sarebbero tornati a vivere.
Quella voce, che alcuni trovano irritante, riesce ad emozionarmi anche cantando insulse canzoncine come quelle degli Zwan e le orride nenie presenti nel disco solista, quella voce è semplicemente la voce della mia anima, in quella voce avrò fiducia per sempre, e la continuerò ad avere anche dopo questo Zeitgeist. Perchè Zeitgeist è davvero un disco che illude per poi deludere, perchè inizia con quattro pezzi da urlo, uno più bello dell'altro. Doomsday Clock assomiglia nell'incedere a Bodies, un buon inizio anche se non ispiratissimo, seguito dall'ottima 7Shades Of Black, un pezzo diretto e semplice, ottimo antipasto del primo piccolo capolavoro del disco, "Bleeding the orchid", una canzone in cui Corgan torna a parlare di se stesso dopo tanti anni, una canzone che parla di come tornare a suonare nei pumpkins è come succhiare il sangue ai sogni della propria gioventù. Un tempo era il mondo ad essere vampiro, ora è lui stesso a vampirizzare il proprio passato, " Youth is where you are
Faith some sinner's child...bleeding the orchid", un tema che verrà ripreso anche nel singolo "Tarantula". La canzone è talmente bella da non venire rovinata neanche dalla plasticosa e pomposa produzione, sovraccarica di coretti e barocchismi degni dei peggiori incubi queen (e io ODIO i queen), così come non riesce a rovinare neanche la successiva That's The Way, pezzo figlio della stessa ispirazione che ha portato al disco degli Zwan. Qui, a differenza di MSOTS, le cose funzionano ed è una delle cose più belle, sincere ed emozionanti scritte da Corgan negli ultimi dieci anni. Ma la produzione fa sentire il suo peso quando l'ispirazione viene a mancare, Starz è una Bullett senza rabbia, e i cori "WE ARE STARZ" fanno rabbrividire. C'è ancora spazio per i due pezzi fondamentali del disco, "United States", una lunga cavalcata in cui billy spazia in buona parte della sua ispirazione rock, e sopratutto Neverlost, ballata pop che urla "1979" da ogni nota, ma che è talmente bella che gli si perdona anche la mancanza di originalità. Neverlost sono i miei Pumpkins, quelli che continuerò ad ascoltare per tutta la vita. Bastano anche solo questi 4 minuti e 20 a giustificare la reunion.
E poi, poi il disco pare spegnersi, Bring The Light e Come On Let's Go sono la prova che Corgan non riesce ad imparare dai suoi errori, sono due inutili e fastidiose canzoni Zwanose, "For God And Country" prova la carta politica&sarcasmo ma senza la forza di United States, e con l'ennesima produzione che grida vendetta. Ma il reato più grave è Pomp and Circumstances, una canzone sconcertante perchè semplicemente BRUTTA. Questo disco meritava un finale diverso, e invece Pomp&Circumstances è una presa in giro, qualcosa a cui non si riesce a credere neanche dopo diversi ascolti.
E allora ci si arrangia e il finale del disco lo si delega alle tre bonus track disseminate da Corgan tra Special Editions e singoli con in copertina Paris Hilton. La prima è "Death From Above", un ottimo antipasto delle due gemme finali: Zeitgeist, una ballata acustica da aprire il cuore, in grado di rivaleggiare con Neverlost nelle mie preferenze, e la psichedelica e bellissima Stellar..." The wait hurts worse than the blows", e Corgan trova ancora una volta un verso in grado di raccontarmi. E alla fine questo conta più di ogni altra cosa, ci sono dischi più "belli" di questo, band sicuramente più appartententi allo spirito di questo tempo, ma gli Smashing Pumpkins sono miei amici, e a magari non saranno eccitanti, divertenti e cool come le nuove amicizie, ma sanno ancora parlare di me e a me come nessun altro. Bentornati Pumpkins...tornate a trovarmi presto.

domenica, luglio 01, 2007

RESISTERE RESISTERE RESISTERE

In rete da ieri sera è iniziato a circolare il nuovo dei pumpkins. Quando uscì Machina iniziò a circolare qualche giorno prima su Napster e allora non resistetti alla tentazione, questa volta ce la devo fare. Le previsioni più realistiche sostengono che arriverò venerdì sera dal negoziante sbavando e gemendo come un bambino :)