domenica, aprile 15, 2007

Gli eroi son tutti giovani e forti


La Parigi-Roubaix si aspetta per un intero anno. Per quei corridori che durante i grandi giri faticano e soffrono le pene dell'inferno arrivando a distacchi colossali durante le tappe di montagna il giorno della Roubaix è il giorno più importante dell'anno. Per alcuni corridori è il traguardo di una vita, è un sogno di gloria eterna. Per gli altri corridori, gli scalatori che pesano 60 kg e fanno impressione per contrasto tra gambe e torso, la Roubaix è un inferno fatto di pietre e cadute, forature e imprevisti, spessissimo di fango e pioggia. Per gli appassionati la Roubaix è la corsa Regina delle Classiche, qualcosa che ricorda un tempo che non c'è più. Un tempo in cui le corse potevano superare anche i 600 km di lunghezza su bici incredibili e su percorsi sui quali le nostre macchine ultratecnologiche affonderebbero dopo pochi metri, figuratevi pochi millimetri di tubolari. Qui, solo nel 2004 ha vinto un tale Magnus Backsted, un ragazzone svedese alto più di un metro e novanta talmente innamorato del ciclismo da averne fatto il suo mestiere pur sapendo che a causa del suo fisico che probabilmente lo avrebbe visto primeggiare in tanti altri sport, avrebbe sofferto e faticato più di tutti gli altri, ricavandone solo le briciole. Vittoria avvenuta lo stesso giorno in cui Johan Museew, un eroe nazionale in belgio che ha costruito la sua leggenda vincendo 3 volte, ha perso l'ultima Roubaix della sua carriera a causa di una foratura a 6 km dal traguardo, finendo quinto dopo una furiosa e disperata rincorsa.
E basta tornare indietro ad un anno fa per ricordare il passaggio a livello chiuso per il passaggio di un treno, che ha bloccato l'intero gruppo degli inseguitori dello svizzero Cancellara, un ragazzo che ha ancora davanti una vita intera per diventare una leggenda. E mentre giornalisti e semplici spettatori si chiedevano come fosse possibile che nel 2006 l'esito di una corsa, anzi della Regina delle corse, venga deciso da uno scherzo del destino, gli appassionati sapevano che la Roubaix sceglie sempre il più forte come suo trionfatore, la Roubaix non è fatta per lamenti e proteste, la Roubaix è fatta per gli eroi.

1 commento:

matters ha detto...

la Roubaix è la mia corsa preferita..e al fantaciclismo ho anche beccato O'Grady vincente. :D