sabato, aprile 28, 2007

Countdown for life

E' un periodo di conti alla rovescia questo, fatto di un presente praticamente vuoto di eventi che possano dare un senso alla vita e un futuro prossimo che vorrei tanto diventasse l'inizio di qualcosa di più luminoso. Ma è tutto a punti, un susseguirsi di singolarità che non formano un continuo di vita che possa farmi sentire davvero soddisfatto. Tra cinque giorni il primo esame della specialistica, tra sei il viaggio in irlanda, tra un mese il concerto degli Sparklehorse e tra un mese e mezzo quello dei Pumpkins, sullo sfondo un viaggio alla scoperta dell'isola verde da fare in estate. Tra una scadenza di un countdown ed un'altra il nulla e la noia, il lavoro e lo studio, niente che possa davvero arricchirmi e rendermi una persona migliore. Eppure sento che questo periodo di standby non è del tutto inutile, sto avendo l'occasione di capire come sono oggi senza avere il timore di essere, o essere diventato, qualcosa che non piaccia a qualcuno, e sopratutto capire cosa mi piace e cosa voglio diventare senza avere nessun limite o costrizione.

Post vagamente deprimente, ma sapete, il sabato sera che è sempre il momento più triste della settimana, le Audrey in sottofondo, la rilettura di un post che a distanza di giorni fa più male che in prima lettura, i rimasugli di malinconia del concerto di Will Oldham al fortino di ieri sera (se qualcuno ha foto da fornirmi gliene sarei veramente grato) e il matrimonio dopodomani di una mia compagna di giochi di infanzia sono una serie di fattori assolutamente micidiali per qualunque pretesa di leggerezza :)

mercoledì, aprile 18, 2007

I'm sorry for us, the dinosaurs are roaming earth

Onestamente quando un anno fa ho votato per l'unione speravo (e pensavo) che la classe dirigente italiana fosse ad un livello decisamente più alto di quello che si sta mostrando essere...dei dinosauri con una paura talmente grande di estinguersi che cercano di infilarsi in qualunque vuoto di consenso sperando di accalappiarsi qualunque sacca di voti che si manifesti "libera". La settimana scorsa è stata una settimana di congressi di partito, e già la parola "congresso" suona vecchia e mostruosamente inattuale, figuriamoci se iniziamo a parlare di mozioni precongressuali e tessere. Ma tutte queste riflessioni si sono trasformate in un'epifania quando mi sono accorto che gli ex comunisti ora sono più al centro dei socialisti! Non so voi, ma questo mi lascia un senso di vuoto, non tanto ideologico quanto identitario assolutamente mostruoso. Boselli ha capito che sulla strada del centro sinistra sarebbe finito schiacciato, e si è buttato a sinistra perchè lì ha intravisto una possibilità di sopravvivenza elettorale. E finisco per capire come mai la chiesa cattolica sta diventando ogni giorno più forte, loro hanno spesso una posizione criticabile e a volte addirittura scandalosa, ma sanno perfettamente dove vogliono andare, cosa vogliono fare e perchè...hanno delle motivazioni che, mi spiace dirlo, la nostra classe dirigente di sinistra non ha, almeno nella maggioranza dei suoi componenti. E se vogliamo tornare alla metafora del titolo, gli squali pur se spietati e schifosi sono sopravvisuti alle epoche remote, i dinosauri sono tutti estinti.
Noi non moriremo democristiani, ma sicuramente moriremo non rappresentati.

domenica, aprile 15, 2007

Gli eroi son tutti giovani e forti


La Parigi-Roubaix si aspetta per un intero anno. Per quei corridori che durante i grandi giri faticano e soffrono le pene dell'inferno arrivando a distacchi colossali durante le tappe di montagna il giorno della Roubaix è il giorno più importante dell'anno. Per alcuni corridori è il traguardo di una vita, è un sogno di gloria eterna. Per gli altri corridori, gli scalatori che pesano 60 kg e fanno impressione per contrasto tra gambe e torso, la Roubaix è un inferno fatto di pietre e cadute, forature e imprevisti, spessissimo di fango e pioggia. Per gli appassionati la Roubaix è la corsa Regina delle Classiche, qualcosa che ricorda un tempo che non c'è più. Un tempo in cui le corse potevano superare anche i 600 km di lunghezza su bici incredibili e su percorsi sui quali le nostre macchine ultratecnologiche affonderebbero dopo pochi metri, figuratevi pochi millimetri di tubolari. Qui, solo nel 2004 ha vinto un tale Magnus Backsted, un ragazzone svedese alto più di un metro e novanta talmente innamorato del ciclismo da averne fatto il suo mestiere pur sapendo che a causa del suo fisico che probabilmente lo avrebbe visto primeggiare in tanti altri sport, avrebbe sofferto e faticato più di tutti gli altri, ricavandone solo le briciole. Vittoria avvenuta lo stesso giorno in cui Johan Museew, un eroe nazionale in belgio che ha costruito la sua leggenda vincendo 3 volte, ha perso l'ultima Roubaix della sua carriera a causa di una foratura a 6 km dal traguardo, finendo quinto dopo una furiosa e disperata rincorsa.
E basta tornare indietro ad un anno fa per ricordare il passaggio a livello chiuso per il passaggio di un treno, che ha bloccato l'intero gruppo degli inseguitori dello svizzero Cancellara, un ragazzo che ha ancora davanti una vita intera per diventare una leggenda. E mentre giornalisti e semplici spettatori si chiedevano come fosse possibile che nel 2006 l'esito di una corsa, anzi della Regina delle corse, venga deciso da uno scherzo del destino, gli appassionati sapevano che la Roubaix sceglie sempre il più forte come suo trionfatore, la Roubaix non è fatta per lamenti e proteste, la Roubaix è fatta per gli eroi.

uno, due, tre, prova, prova, prova...mi sentite?

E' davvero difficile scrivere un blog che non sembri un lamento continuo quando tutto quello che si è costruito negli ultimi anni sembra crollare e non avere quasi avuto un senso, per questo ho finito per censurarmi e aspettare tempi migliori. Ma temo che se continuo ad aspettare finirà per essere coniata la definizione di web 3.0, perciò...ricominciamo và.